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Il ruolo di ADM per lo sviluppo delle imprese

Ad oggi risultano in vigore nel mondo quasi 300 accordi commerciali di beni e servizi, di cui circa quaranta sono firmati dalla UE che, nell’ambito delle relazioni con Stati terzi, agisce come soggetto unico. Questo complesso reticolo di intese fa capire l’importanza che le questioni doganali possono assumere negli scambi commerciali internazionali. E spiega perché proprio all’origine doganale delle merci sia stato dedicato il II workshop promosso congiuntamente da Assonime con l’Agenzia Dogane e Monopoli, svoltosi il 5 giugno a Milano, presso il centro Congressi Stelline.

Il concetto di origine – è stato sottolineato nel corso del seminario – non va confuso con quello di provenienza delle merci, ma esprime piuttosto il collegamento con il luogo in cui la merce è stata prodotta, la sua nazionalità e, in questo ambito, fondamentale è la distinzione tra l’origine non preferenziale (o comune) e l’origine preferenziale di una merce. Nel primo caso trovano applicazione le norme della fiscalità doganale ordinaria e le misure extrafiscali di politica commerciale ed economica (ad esempio, l’applicazione dei dazi antidumping).

Nel secondo, regolato dalle intese commerciali internazionali, sono invece applicati regimi daziari di favore. Per le imprese non è sempre agevole, districarsi tra un così gran numero di accordi cosicché, spesso, la mancata conoscenza si traduce in un danno economico. Solo il 67% degli esportatori UE - è stato rimarcato nel corso del dibattito - utilizza i benefici dei Free Trade Agreement con una perdita annua stimata di circa 60 mld €.

“L’Agenzia Dogane e Monopoli – ha spiegato Cinzia Bricca, Vicedirettore e Direttore vicario ADM – ha intrapreso, in coerenza con il ruolo delle Dogane stabilito dalla normativa europea, un processo di riorganizzazione mirato a rafforzare la funzione securitaria dei confini della UE e a favorire la crescita economica dell’Italia, facilitando la circolazione delle merci negli scambi internazionali. In questo ambito, riveste particolare importanza l’impulso alla divulgazione, presso gli operatori economici, dei benefici derivanti dal possesso di informazioni vincolanti in materia di origine, che forniscono certezza giuridica nei loro rapporti con l’Agenzia e con gli altri partner commerciali. La conoscenza delle regole dell’origine doganale e l’utilizzo del’IVO consentono – ha concluso – una migliore pianificazione aziendale e una conseguente maggiore competitività sui mercati esteri”.

“La componente doganale del costo di prodotto – ha sottolineato Ivan Vacca, Condirettore generale di Assonime – può assumere un peso assai significativo e le regole relative all’origine delle merci costituiscono un ambito di prioritaria importanza nella pianificazione aziendale. Quindi è non solo raccomandabile, bensì necessario che le imprese prendano coscienza dell’importanza di conoscere le regole sull’origine della merce e di restare al passo della loro evoluzione, come nel caso della negoziazione di nuovi Accordi commerciali. Solo così potranno perseguire l’obiettivo di massimizzare i trattamenti doganali preferenziali e le altre opportunità concesse dalla normativa sul commercio internazionale, ma anche di eliminare o ridurre le eventuali incertezze nell’applicazione delle complesse regole sull’origine delle merci, facendo opportuno ricorso allo strumento dell’Informazione Vincolante sull’Origine (IVO) valida per tutti i Paesi membri UE”.