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Faq: le risposte alle domande più frequenti sulla materia doganale

 

Esportazione

Quesito – Adempimenti per esportazione merce:

Dovrei effettuare un´esportazione di merce in un Paese che non fa parte dell´Unione Europea. Quale documentazione devo produrre?

Risposta: Sotto il profilo doganale, la normativa unionale in vigore non prevede per le operazioni di esportazione verso Paesi Terzi il pagamento di dazi o diritti doganali. Ovviamente nel Paese di destinazione, al momento dell´importazione, verranno applicate le norme ivi previste.

Per quanto concerne le formalità doganali all'esportazione, si fa presente che occorre vincolare i beni destinati ad uscire dal territorio unionale allo specifico regime mediante presentazione della dichiarazione doganale di esportazione, le cui modalità di compilazione sono contenute nella circolare 45/D dell´11/12/2006 (reperibile sul sito web di questa Agenzia - www.adm.gov.it - alla sezione "Atti amministrativi generali - Circolari – Anno"), accompagnata dai documenti commerciali e dalle eventuali licenze, autorizzazioni o titoli qualora obbligatoriamente richiesti per l´esportazione di quel tipo di merce.

Ciò posto, si precisa, a decorrere dal 1° luglio 2007, ha trovato applicazione, per i casi previsti dalla normativa comunitaria, il Sistema Comunitario di Controllo Automatizzato all'Esportazione (ECS). Tale sistema prevede che l'operatore presenti la dichiarazione doganale all'ufficio doganale di esportazione, il quale, una volta ricevuta detta dichiarazione ed autorizzato lo svincolo delle merci, consegna al dichiarante il Documento di Accompagnamento Esportazione (DAE), documento destinato a scortare la merce fino alla dogana di uscita.

Dal 1° luglio 2009 ha trovato applicazione la seconda fase ECS, che obbliga all'invio telematico della dichiarazione doganale nonché l'obbligo di indicare i dati richiesti in materia di sicurezza. Sotto il profilo fiscale, l'operazione costituisce "una cessione all'esportazione" e non è imponibile ai fini IVA (articolo 8 del DPR n. 633/72).

Per qualsiasi informazione di natura operativa, si consiglia di rivolgersi al locale ufficio doganale.

 

Quesito – Adempimenti per il rilascio del visto uscire per esportazioni effettuate in A.E.S./E.C.S.:

A seguito dell´applicazione del Sistema Comunitario di Controllo Automatizzato all´Esportazione (AES), vorrei dei chiarimenti sul rilascio del visto uscire.

Risposta: Per le operazioni effettuate in AES, l'apposizione del visto uscire sulla copia 3 del DAU viene sostituita dal messaggio elettronico "risultati di uscita ", inviato dalla Dogana di uscita alla Dogana di esportazione.

Si precisa che il dato di cui è in possesso l'Amministrazione doganale equivale alla prova di uscita dalla Comunità Europea ed è presente nel sistema informativo dell'Agenzia delle dogane (A.I.D.A.) consultabile dagli operatori economici tramite la digitazione dell'MRN (Mouvement Reference Number) nel sito web di questa Agenzia www.adm.gov.it => DOGANE => OPERATORE ECONOMICO => I PROGETTI DI AIDA => DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI DI SDOGANAMENTO =>AES (Automazione dell'esportazione) => NOTIFICA DI ESPORTAZIONE DEL M.R.N. (Movement Reference Number)".

Sul sito della Commissione Europea, inoltre, è possibile controllare l´MRN comunitario, ovvero, il Movement Reference Number per il quale la dogana di uscita e la dogana di esportazione appartengono a due diversi Paesi Membri; il link della Commissione è raggiungibile dal nostro sito => DOGANE => OPERATORE ECONOMICO => I PROGETTI DI AIDA => DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI DI SDOGANAMENTO =>AES (Automazione dell'esportazione) => TRACCIAMENTO ELETTRONICO DELLE OPERAZIONI DI ESPORTAZIONE TRA PAESI COMUNITARI.

Sotto il profilo fiscale, l'operazione costituisce "una cessione all'esportazione" e non è imponibile ai fini IVA (articolo 8 del DPR n. 633/72).

Per qualsiasi informazione di natura operativa, si consiglia di rivolgersi al locale ufficio doganale.

 

Quesito – Richiesta duplicato dichiarazione doganale di esportazione:

Il nostro spedizioniere ci ha inviato per posta prioritaria l´originale della bolla doganale di esportazione ma noi non l´abbiamo mai ricevuta, per avere un duplicato come dobbiamo fare?

Risposta: Per le operazioni di esportazione effettuate prima del 1° luglio 2007, nonché per le operazioni svolte successivamente a detto termine ma escluse dall´ambito applicativo del nuovo Sistema Comunitario di Controllo Automatizzato all'Esportazione (ECS fase 1), si precisa che la richiesta del duplicato dell'esemplare n. 3 della dichiarazione doganale di esportazione deve essere effettuata all'ufficio doganale di esportazione, ossia alla dogana di partenza (che può coincidere con quella di uscita).

Per ulteriori informazioni, si consiglia di consultare le Circolari n. 75/D dell'11/12/02 e n. 10/D del 01/03/2004, pubblicate sul sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it, alla sezione "Atti amministrativi generali - Circolari - Anno".

Dal 1° luglio 2009 tutte le operazioni di esportazione sono gestite telematicamente per cui l'esemplare 3 cartaceo non esiste più.

 

Quesito – Spedizione pacco regalo:

Dovrei spedire alcune merci, come regalo e non per essere vendute, ad alcuni parenti residenti in un Paese che non fa parte dell´Unione Europea. Che dazi devo pagare? Devo pagare l'IVA o una imposta equivalente?

Risposta: Sotto il profilo doganale, la normativa unionale in vigore non prevede per le operazioni di esportazione verso Paesi Terzi il pagamento di dazi o diritti doganali. Ovviamente, nel Paese di destinazione al momento dell´importazione verranno applicate le norme previste dal Paese stesso al riguardo.

Nel caso in cui, per queste spedizioni, venga utilizzato il servizio fornito da corrieri internazionali o dall'Ente postale, sarà necessario compilare la relativa distinta di accompagnamento della spedizione.

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Esportazione temporanea

Quesito – Esportazione temporanea per esposizione/vendita di merci ad una fiera:

Per inviare in un Paese che non fa parte dell´Unione Europea della merce per una fiera, quale procedura doganale e quali documenti sono necessari? Inoltre nel caso in cui la suddetta merce fosse venduta come dobbiamo comportarci?

Risposta: La merce in questione può essere temporaneamente esportata e successivamente reimportata senza pagamento dei relativi diritti doganali in applicazione dell'art. 214 del DPR n. 43 del 23 gennaio 1973 (T.U.L.D.). Al riguardo, si fa presente che il periodo massimo di permanenza all'estero per la suddetta merce è di cinque anni (Circolare n.7/148/IX del 21/01/1982).

Nel caso in cui il Paese di destinazione abbia aderito alla Convenzione ATA, si comunica che è, altresì, possibile ricorrere all'istituto dell'esportazione temporanea con emissione di un carnet ATA che accompagna la merce (rilasciato da Associazione abilitata per l'Italia dall'Unione Italiana delle Camere di Commercio), l'utilità dell'utilizzo di detto carnet, che deve individuare precisamente la merce, non è solo quella di consentire la semplificazione delle procedure doganali dei vari Paesi interessati, ma anche quella di effettuare l'immediato appuramento al rientro della merce. Al riguardo, si precisa che il termine per la reimportazione della merce non può eccedere il termine di validità del carnet medesimo.

Nel caso di vendita all'estero della merce, in entrambe le ipotesi di esportazione temporanea, è necessario che l´operazione sia regolarizzata ai fini doganali con la presentazione della dichiarazione doganale d'esportazione definitiva.

Ad ogni buon fine, poiché si tratta di una questione prettamente operativa, si consiglia di prendere contatti con l'Ufficio delle dogane territorialmente competente. Al riguardo, si fa presente l'indirizzo ed i relativi riferimenti telefonici sono reperibili dalla "home" del sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it – Chi Siamo => Articolazione degli uffici => Indirizzi e Organigramma periferico - Area Dogane => Gli Uffici delle Dogane.

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Franchigie

Quesito – Quantitativo massimo di sigarette al seguito dei viaggiatori:
Sono un cittadino italiano e spesso faccio dei viaggi all'estero per lavoro. Volevo farvi la seguente domanda: qual è il limite massimo, in termini di numero di pezzi, di sigarette che posso importare in Italia dall'estero per uso esclusivamente personale? Il limite cambia per i viaggi tra Paesi della Comunità Europea e Paesi fuori dalla Comunità Europea?
Risposta: Un viaggiatore in arrivo da un Paese che non fa parte dell'Unione Europea, può portare con sé, in esenzione dei diritti doganali, sigarette per un quantitativo massimo di 200 pezzi (una stecca); mentre un viaggiatore che proviene da un Paese dell'Unione Europea può portare con sé sigarette per un quantitativo massimo di 800 pezzi (quattro stecche) ma per le provenienze da Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania, Romania, Ungheria, la limitazione è ridotta a 300 pezzi.

 

Quesito – Importazione di beni ereditati:
Dopo la morte di un mio parente, dovrei far entrare da un Paese che non fa parte dell'Unione Europea degli effetti personali. Vi prego di indicarmi come devo procedere
Risposta: Per beni personali acquisiti per successione legale o testamentaria da una persona fisica residente nel territorio doganale dell'Unione Europea, è consentita l'importazione in franchigia dai diritti doganali (articoli da 17 a 20 del Regolamento CE n. 1186/2009).
Si precisa al riguardo che:

  • rimangono comunque esclusi dalla franchigia i beni indicati nell'articolo 18 dello stesso Regolamento (ad esempio: prodotti alcolici, tabacchi e prodotti del tabacco, mezzi di trasporto a carattere commerciale, etc.);
  • l'importazione in franchigia potrà essere effettuata entro due anni dall'entrata in possesso dei beni. Tuttavia, una proroga di detto termine può essere concessa dalle autorità competenti per circostanze particolari.

Per ottenere l'autorizzazione all'ammissione in franchigia, l'interessato dovrà presentare all'Autorità Doganale dello Stato Membro di importazione, un documento rilasciato da un notaio o da un'altra Autorità competente del Paese Terzo, che attesti che i beni importati sono stati acquisiti per successione.

L'autorizzazione alla franchigia viene rilasciata, su richiesta dell'interessato, direttamente dall'ufficio doganale periferico competente per il luogo di arrivo delle merci. Per avere ulteriori informazioni si possono consultare le Circolari n. 2/D del 03/02/2010 e n.22/D del 05/05/2004 – reperibili sul sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , nella sezione "Atti amministrativi generali - Circolari - Anni 2010 e 2004".

 

Quesito – Trasferimento mobilia da un Paese extra UE:
Ho la necessità di trasferire dei mobili di mia proprietà da un Paese che non fa parte dell' Unione Europea. Quali sono gli adempimenti doganali richiesti in questi casi?
Risposta: Per beni personali importati da persone fisiche che trasferiscono la loro residenza normale da un Paese al di fuori dell'Unione Europea ad uno all'interno della Unione, è consentita l'importazione in franchigia dai diritti doganali (articoli da 3 a 10 del Regolamento CE n. 1186/2009 e articolo 3 del DM n. 489 del 1997) ammesso che:

  • l'interessato trasferisca la sua residenza normale nel territorio della Comunità dopo averla avuta fuori dell'Unione da almeno dodici mesi consecutivi;
  • i beni personali importati siano stati utilizzati per un periodo di almeno sei mesi nel luogo di precedente residenza.

L'autorizzazione alla franchigia è rilasciata, su richiesta dell'interessato, direttamente dall'ufficio doganale periferico competente per il luogo di arrivo delle merci.
Per avere ulteriori informazioni al riguardo si possono consultare le Circolari n. 2/D del 03/02/2010 e n.22/D del 05/05/2004 – reperibili sul sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , nella sezione "Atti amministrativi generali - Circolari - Anni 2010 e 2004".

 

Quesito – Regalo proveniente da Paese extra UE:
Un privato mi ha spedito da un Paese che non fa parte della Unione Europea, un oggetto in regalo ed ho avuto la sorpresa di dover pagare le spese doganali anche se sulla bolla di spedizione era stato espressamente indicato GIFT (regalo). Vorrei sapere come vengono calcolate in questo caso le spese doganali.

Risposta: Sotto il profilo doganale, la normativa in vigore prevede la franchigia dai diritti all'importazione quando:

  • la spedizione avviene da un privato ad un privato
  • sia priva di carattere commerciale
  • sia effettuata a titolo gratuito
  • non superi i 45 Euro per spedizione

(Regolamento CE 1186/2009, Decreto Ministeriale 5 dicembre 1997 n. 489 articoli da 7 a 9).Per avere ulteriori informazioni al riguardo si possono consultare le Circolari n. 2/D del 03/02/2010 e n.22/D del 05/05/2004 – reperibili sul sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , nella sezione "Atti amministrativi generali - Circolari - Anni 2010 e 2004".
Nel caso in cui la spedizione non rientri in tale ambito, si fa presente che, in linea generale, all'atto dell'introduzione in Italia di merce con origine extra UE, si dovrà provvedere al pagamento:

  • dei dazi (se previsti), che sono calcolati sul "valore della transazione" (valore comprensivo delle spese di trasporto e assicurazione) e le cui aliquote variano a seconda della merce che si intende importare;
  • dell'IVA (applicata secondo le vigenti aliquote) calcolata sul "valore della transazione", aumentato dell'eventuale aliquota daziaria.

Si evidenzia, tuttavia, che è necessario stabilire con precisione la tipologia della merce (classifica doganale delle merci) anche da un punto di vista merceologico, sia per l'applicazione dell'esatto trattamento daziario e fiscale, sia per accertare l'eventuale necessità di licenze o l'esistenza di restrizioni all'importazione.
Informazioni utili in proposito si possono acquisire consultando il sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , alla pagina "Tariffa Doganale TARIC".
Si fa presente, comunque, che la classifica definitiva della merce viene determinata direttamente dai funzionari doganali solo all'atto della presentazione della stessa in dogana.

 

Quesito – Acquisto di oggetti di scarso valore tramite internet:
Spesso effettuo acquisti di scarso valore tramite internet ed a volte ho la sorpresa di dover pagare delle spese doganali. Vorrei sapere come vengono calcolate queste spese doganali?
Risposta: Sotto il profilo doganale, la vigente normativa comunitaria (articolo 23 del Regolamento CE 1186/2009) consente l'ammissione in franchigia dal dazio all'importazione per le spedizioni composte da merci di valore trascurabile spedite da un soggetto residente in un paese extra UE ad una persona che si trova nella Comunità, sempreché il valore della stessa spedizione non superi il valore intrinseco di € 150.
Per valore intrinseco s'intende il valore del bene escluso il costo del trasporto e dell'eventuale assicurazione.
Sono esclusi dalla fruizione della franchigia in questione i prodotti alcolici, i profumi e l'acqua da toletta, i tabacchi e i prodotti del tabacco.
Sotto il profilo fiscale, si precisa che, diversamente dalla franchigia ai fini daziari (fissata a € 150), la franchigia ai fini dell'IVA è fissata sul valore intrinseco di € 22 (articolo 5 del DM n. 489/97); ad esempio, per l'acquisto di un bene avente un valore compreso tra € 22 e € 150, sullo stesso verrà applicata la franchigia ai fini daziari mentre verrà regolarmente applicata la relativa aliquota IVA. Appare opportuno precisare che se il valore del bene supera i limiti di franchigia il soggetto importatore è tenuto al pagamento dei diritti doganali afferenti l'intero valore del bene acquistato.
Pertanto, nel caso in cui non si verifichino le citate condizioni, in linea generale, al momento dell'introduzione in Italia di merce con origine da un Paese extra UE, l'importatore dovrà provvedere al pagamento:

  • dei dazi (se previsti), che sono calcolati sul "valore della transazione" (valore comprensivo delle spese di trasporto e assicurazione) e le cui aliquote variano a seconda della merce che si intende importare;
  • dell'IVA (applicata secondo le vigenti aliquote) calcolata sul "valore della transazione", aumentato dell'eventuale aliquota daziaria.

Si precisa, tuttavia, che è necessario stabilire con precisione la tipologia della merce, anche da un punto di vista merceologico, sia per l'applicazione dell'esatto trattamento daziario e fiscale, sia per accertare l'eventuale necessità di licenze o l'esistenza di limitazioni all'importazione che, comunque, non vengono applicate quando le merci possono godere della franchigia.
Informazioni utili in proposito si possono acquisire consultando il sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , alla pagina "Tariffa Doganale TARIC".
Si fa presente comunque che la classifica definitiva della merce viene determinata direttamente dai funzionari doganali solo all'atto della presentazione della stessa in dogana.

 

Quesito – Beni al seguito:
Vorrei sapere, per un viaggiatore che rientra da un paese extra UE con dei beni al seguito, quale è l'importo in franchigia di cui può fruire senza pagare alcun dazio.
Risposta: La vigente normativa comunitaria e la relativa regolamentazione nazionale (articolo 41 del Regolamento CE 1186/2009, Direttiva IVA n. 74/2007 del Consiglio, Decreto 6 marzo 2009 n. 32 e le Circolari n. 2/D del 03/02/2010, n. 14/D dell'11/06/2009 e n.43/D del 28/11/2008 – reperibili sul sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , nella sezione "Atti amministrativi generali - Circolari - Anni 2010, 2009 e 2008") prevede l'esenzione dai dazi doganali, dall'IVA e dalle accise per le merci che i viaggiatori, provenienti da Paesi terzi, portano con sé nel proprio bagaglio personale, a condizione che si tratti di importazioni di natura non commerciale e che il valore delle stesse merci non superi complessivamente € 300,00 per viaggiatore. Detto importo è aumentato a € 430,00 nel caso di viaggiatori aerei e viaggiatori via mare (per viaggiatori aerei e viaggiatori via mare si intendono tutti i passeggeri che effettuano viaggi aerei o marittimi, fatta eccezione per l'aviazione privata da diporto o la navigazione privata da diporto).
Per i viaggiatori di età inferiore ai 15 anni, le soglie monetarie sopraindicate sono ridotte a € 150,00 per viaggiatore, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato.
Ai fini del calcolo delle soglie monetarie sopraindicate, si precisa che il valore delle singole merci non può essere frazionato.
P Per i prodotti del tabacco, per l'alcol e le bevande alcoliche, sono invece previsti dei limiti quantitativi che potranno essere rilevati sul citato sito web di questa Agenzia, nella sezione Dogane => Il Cittadino => Carta doganale del viaggiatore.
Si precisa che se il valore del bene supera i limiti di franchigia il viaggiatore è tenuto al pagamento dei diritti doganali afferenti l'intero valore dello stesso.

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Importazione

Quesito – Calcolo oneri doganali su merce da importare:

Desidererei conoscere come fare per calcolare l´importo degli oneri doganali per merci acquistate fuori dalla Unione Europea ed importate in Italia.

Risposta: La base imponibile per l'applicazione dei dazi ad valorem (la quasi generalità dei dazi) è costituita dal valore della transazione, cioè dal prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci (normalmente il prezzo riportato in fattura), comprensivo delle spese di trasporto e assicurazione.

Invece la base imponibile su cui va calcolata l'IVA all'importazione è costituita dal valore doganale sopra descritto, al quale vanno sommati gli eventuali dazi e le spese di inoltro fino al luogo di destinazione all'interno del territorio della Comunità (articolo 69 del DPR n. 633/72).

Si evidenzia, tuttavia, che è necessario stabilire con precisione la tipologia della merce (classifica doganale della merce) anche da un punto di vista merceologico, sia per l´applicazione dell´esatto trattamento daziario e fiscale, sia per accertare l´eventuale necessità di licenze o l´esistenza di restrizioni all'importazione.

Informazioni utili in proposito si possono acquisire consultando il sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , alla pagina "La Tariffa Doganale (TARIC)".

Si fa presente, comunque, che la classifica definitiva della merce viene determinata direttamente dai funzionari doganali solo all'atto della presentazione della stessa in dogana.

 

Quesito - Diritti doganali per acquisto strumento musicale da Paesi extra UE:

Dovendo acquistare uno strumento musicale proveniente da un Paese che non fa parte dell´Unione Europea, vorrei sapere a quali spese doganali vado incontro.

Risposta: In linea generale, al momento dell'introduzione in Italia di merce con origine extra UE, l'importatore dovrà provvedere al pagamento:

  • dei dazi (se previsti), che sono calcolati sul "valore della transazione" (valore comprensivo delle spese di trasporto e assicurazione) e le cui aliquote variano a seconda della merce che si intende importare;
  • dell'IVA (applicata secondo le vigenti aliquote) calcolata sul "valore della transazione", aumentato dell'eventuale aliquota daziaria.

Si precisa, tuttavia, che è necessario stabilire con precisione la tipologia della merce (classifica doganale della merce), anche da un punto di vista merceologico, sia per l´applicazione dell´esatto trattamento daziario e fiscale, sia per accertare l´eventuale necessità di licenze o l´esistenza di restrizioni all'importazione.

Informazioni utili in proposito si possono acquisire consultando il sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it, alla pagina "La Tariffa Doganale (TARIC)" - sezione XVIII - capitolo 92, strumenti musicali.

 

Quesito – Diritti doganali per acquisto materiale informatico da Paesi extra Ue:

Dovendo acquistare del materiale informatico del tipo: Computer, Notebook (PC portatile), Stampante per PC, etc., proveniente da un Paese che non fa parte dell´Unione Europea, vorrei sapere a quali spese doganali vado incontro.

Risposta: In linea generale, al momento dell'introduzione in Italia di merce con origine extra UE, l'importatore dovrà provvedere al pagamento:

  • dei dazi (se previsti), che sono calcolati sul "valore della transazione" (valore comprensivo delle spese di trasporto e assicurazione) e le cui aliquote variano a seconda della merce che si intende importare;
  • dell'IVA (applicata secondo le vigenti aliquote) calcolata sul "valore della transazione", aumentato dell'eventuale aliquota daziaria.

Si evidenzia, tuttavia, che è necessario stabilire con precisione la tipologia della merce, anche da un punto di vista merceologico, sia per l´applicazione dell´esatto trattamento daziario e fiscale, sia per accertare l´eventuale necessità di licenze o l´esistenza di limitazioni all'importazione.

Informazioni utili in proposito si possono acquisire consultando il sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it , alla pagina "La Tariffa Doganale (TARIC)" - sezione XVI - capitolo 84, voce doganale 8471.

 

Quesito – Dazio forfettario per merci di provenienza extra UE:

Ho sentito parlare di un dazio forfettario per le merci provenienti da Paesi che non fanno parte dell´Unione Europea e destinate ad un cittadino italiano. Potreste darmi maggiori informazioni?

Risposta: Le "Disposizioni preliminari alla Tariffa doganale comune" consentono l'applicazione di un "dazio forfettario" (2,5%) ad valorem sulle merci contenute nelle spedizioni inviate da un privato ad un altro privato, oppure contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, a condizione che si tratti di importazioni prive di ogni carattere commerciale e che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • presentano carattere occasionale;
  • sono merci riservate all'uso personale o familiare;
  • sono inviate dal mittente al destinatario senza alcuna forma di pagamento.

L´applicazione del dazio forfettario del 2,5% è possibile quando il valore intrinseco delle merci, per le quali è prevista l´applicazione di dazi all´importazione, non supera € 700, per spedizione o per viaggiatore.
Si precisa che il dazio forfettario non può essere applicato ai "Tabacchi e succedanei del tabacco lavorati", spediti oppure a seguito di viaggiatori, in quantità superiore ai limiti fissati rispettivamente nell'articolo 27 o nell'articolo 41 del Regolamento (CEE) 1186/2009.

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Perfezionamento attivo

Quesito – Importazione temporanea per riesportazione dopo lavorazione:

Un mio cliente, che ha sede in un Paese che non fa parte dell´Unione Europea deve spedirmi della materia prima che restituirò dopo la lavorazione.
La materia prima quindi non ci verrà venduta ma solo consegnata per lavorazione.
Dopo la lavorazione invieremo i pezzi finiti fatturando unicamente il valore della lavorazione. Come è più opportuno procedere in dogana per evitare di pagare al momento della consegna gravosi diritti doganali?

Risposta: Nel caso descritto è possibile richiedere preventivamente alla dogana competente sul luogo dove viene effettuata la lavorazione, un´autorizzazione all´applicazione del regime doganale di " perfezionamento attivo". Questo regime consente di importare temporaneamente merci non unionali da sottoporre a lavorazione (o a riparazione)e riesportare i prodotti finiti fuori dal territorio dell'Unione Europea senza pagare i diritti doganali sulla materia prima importata temporaneamente. L´unica prestazione richiesta è il versamento di una garanzia pari all´importo dei diritti doganali che si sarebbero dovuti versare sulla materia prima importata. La garanzia viene restituita al momento della riesportazione dei prodotti cosiddetti "compensatori".
Il regime di perfezionamento attivo è disciplinato dagli articoli 255/258 del Regolamento UE 952/2013 e dagli articoli 240–241 del Regolamento UE n. 2446/2015 e dalla Circolare n. 8/D del 19/04/2016 (reperibile sul sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it, nella sezione "Atti amministrativi generali - Circolari - Anno 2016").
Per ottenere ogni ulteriore informazione sull´operazione descritta, si consiglia di rivolgersi all´ufficio doganale territorialmente competente.

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Perfezionamento passivo

Quesito – Esportazione temporanea per manutenzione/riparazione:

Debbo spedire, per assistenza/riparazione un apparecchio elettronico nel Paese dove è stato costruito che non fa parte dell´Unione Europea. Mi è stato detto che al ritorno in Italia dovrò ripagare i diritti doganali (da me già pagati all´atto dell´acquisto). Corrisponde a verità?

Risposta: L'esportazione di merce per la riparazione/lavorazione rientra sotto il profilo doganale nel regime cosiddetto di "perfezionamento passivo". Tale regime consente di esportare temporaneamente fuori dal territorio doganale dell'Unione Europea merci unionali per sottoporle ad operazioni di "perfezionamento" (lavorazioni, riparazioni, assemblaggi, ecc.) e di reimportare i prodotti ottenuti dal perfezionamento, in esenzione totale o parziale dai dazi all'importazione.
Solo nel caso in cui la riparazione (il perfezionamento) sia stata effettuata gratuitamente, le merci al momento della reimportazione non saranno gravate da alcun dazio. Invece se per la lavorazione è previsto il pagamento di un compenso, sull´importo di questo verrà calcolato il dazio e l´IVA (le aliquote saranno quelle previste per il prodotto ottenuto dal perfezionamento).
Il regime del perfezionamento passivo è disciplinato dagli articoli 259 e seguenti del Regolamento UE n. 952/2013 e dagli articoli 242 e 243 del Regolamento UE n. 2446/2015.
L´autorizzazione al regime di perfezionamento passivo è rilasciata dall´ufficio doganale competente per il territorio dove ha sede la ditta che lo richiede.

 

Quesito – Perfezionamento passivo per operazioni prive di carattere commerciale::

Ho inviato in un Paese che non fa parte dell´Unione Europea un bene per una riparazione gratuita in garanzia. Una volta riparato, il bene mi è stato rinviato ma ho dovuto pagare i diritti doganali. Preciso che sullo stesso bene al momento dell´acquisto, un anno fa, erano già stati pagati gli oneri doganali e l´IVA. Posso chiedere un rimborso? A quale ufficio?

Risposta: L´esportazione temporanea fuori dal territorio doganale della Comunità di un bene comunitario da sottoporre a riparazione gratuita o ad altre operazioni prive di carattere commerciale, e la successiva reimportazione dello stesso bene in esenzione totale (o parziale) dei dazi, rientra nel cosiddetto regime doganale di "perfezionamento passivo", previsto dalla normativa unionale (articolo 163, paragrafo 1 e) del Regolamento 2446/2015). L'autorizzazione può essere richiesta all'atto dell'importazione dei prodotti, purché si tratti di merci prive di carattere commerciale.

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Transito – Destinatari autorizzati

Quesito - Quando usare il plugin del Desktop Dogane rilasciato dall'Agenzia Dogane e Monopoli? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Risposta: Il plugin rilasciato da ADM è destinato ad utenti che vogliano interagire con il sistema doganale rapidamente, senza necessità di integrare nei propri sistemi informativi meccanismi di gestione delle richieste al servizio remoto e processi di elaborazione delle risposte. Il contenuto informativo che transita via web services è lo stesso sia che si usi il client RCP rilasciato da ADM sia che si usi un client proprietario.

 

Quesito -Il plugin rilasciato dall'Agenzia Dogane e Monopoli deve essere aggiornato? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Risposta: Il plugin rilasciato da ADM per i Destinatari Autorizzati è auto aggiornante, ogni volta che viene avviato contatta in maniera silente il server e in caso di aggiornamenti scarica ed installa automaticamente le novità nel prodotto.

 

Quesito - Quando installo per la prima volta il plugin dei Destinatari Autorizzati ottengo la seguente segnalazione di warning. Cosa devo rispondere? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Messaggio di warning Attenzione stai installando software contenente contenuto non firmato. L'autenticita o la validita di questo software non possono essere stabilite. Vuoi continuare con l'installazione - OK - Annulla - Dettagli

Risposta:E' necessario premere ok per continuare l'installazione. I plugin rilasciati dall'ADM sono firmati e vengono considerati software attendibile. Tuttavia nei casi in cui si è fatto uso di software open source di terze parti, è possibile ricevere questa segnalazione in quanto firmare tali librerie costituirebbe una violazione dei diritti. In ogni caso il repository da cui si scaricano i plugin è in sicurezza quindi tutto il software pubblicato può essere considerato non malizioso.

 

Quesito - In cosa consistono i messaggi di servizio che sono pubblicati nella sezione destinatari autorizzati del portale? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Risposta: I messaggi di servizio consentono di usufruire dei servizi di ricerca messi a disposizione del destinatario autorizzato (in seguito utente). Infatti il sistema doganale si aspetta di ricevere dall'utente un messaggio IE007 (Notifica di arrivo) e durante il dialogo telematico può aspettarsi uno o più messaggi IE044 (Segnalazioni sullo scarico). Alla ricezione di tali messaggi il sistema doganale rilascia un numero di protocollo. Tale identificativo del messaggio può essere utilizzato dall'utente per reperire la risposta del sistema doganale attraverso l'invocazione del servizio "Ricerca per protocollo". Compilando il campo MRN del tracciato enquiry.xsd si esegue una ricerca per identificativo del movimento, mentre compilando gli altri campi di ricerca si otterranno i risultati relativi.

 

Quesito - Dove trovo la documentazione per errori dovuti alla violazione di regole e condizioni comunitarie? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Risposta: Tutta la documentazione tecnica relativa ai Destinatari Autorizzati è pubblicata nella sezione "Home – Dogane – L'operatore economico – Servizi online – Servizio Telematico Doganale - E.D.I. – Web service – Web service – Ambiente reale/prova – Destinatari Autorizzati" del sito Internet dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

Quesito - A fronte dei miei messaggi inviati, quali sono i messaggi che mi aspetto di ricevere? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Risposta: Dopo l'invio del messaggio di notifica di arrivo (IE007) e gli eventuali cambi di stato del movimento sulla lista dei movimenti del client, il sistema di back end può produrre:

  • IE008 (Rifiuto della notifica di arrivo) al cui interno è riportata la motivazione del rifiuto;
  • IE021 (Notifica di rifiuto della dichiarazione di transito) ;
  • IE043 (Permesso di scarico) al cui interno sono riportati i dati della dichiarazione di transito.

Dopo l'invio del messaggio di segnalazioni sullo scarico (IE044) e gli eventuali cambi di stato del movimento sulla lista dei movimenti del client, il sistema di back end può produrre:

  • IE058 (Rifiuto delle segnalazioni sullo scarico) al cui interno è riportata la motivazione del rifiuto;
  • IE025 (Notifica di rilascio della merce a destinazione) ;
  • IE043 (Permesso di scarico successivo) al cui interno è riportato solo il numero progressivo del permesso di scarico,
 

Quesito - Quando posso aspettarmi un IE100 (Richiesta presentazione documenti)? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Risposta: Dal momento in cui il back end riceve la notifica di arrivo da parte del destinatario autorizzato, il funzionario doganale può emettere a sua discrezione la richiesta di presentare i documenti in dogana, fino a quando il movimento non conclude il suo ciclo di vita.

 

Quesito - I messaggi previsti dal protocollo di colloquio tra l'ufficio di destinazione ed il destinatario autorizzato possono essere inviati e ricevuti da un soggetto diverso dal destinatario autorizzato? (NCTS - Destinatari Autorizzati)

Risposta: Sì, possono essere inviati e ricevuti attraverso un fornitore di servizi a condizione che i messaggi siano firmati dal richiedente (destinatario autorizzato) o da un suo sottoscrittore. Per la descrizione dei profili utente in questione (fornitore di servizi, richiedente e sottoscrittore) si rimanda alla sezione "FAQ relative all'ADESIONE e all'ABILITAZIONE al Servizio Telematico Doganale" - "ADESIONE al SERVIZIO TELEMATICO: schema 'Utenti telematici: profili utente'".

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Valuta

Quesito – Valuta al seguito:

Quanti contanti si possono portare al seguito in caso di viaggio da e per l´estero e quali sanzioni applicabili ove non venga rispettato il dettato normativo?

Risposta: Il trasporto al seguito di denaro contante o di valori assimilati è libero per importi complessivi inferiori a 10.000,00 euro. Oltre questo importo è necessario compilare una dichiarazione, da sottoscrivere e depositare esclusivamente presso gli uffici doganali al momento dell'entrata nello Stato o in uscita dallo stesso. Il modulo per la dichiarazione è disponibile sul sito internet dell'Agenzia Dogane e Monopoli www.adm.gov.it – Dogane – Il Cittadino – Altre informazioni per il viaggiatore e/o nella sezione Modulistica. La misura si applica a tutti i movimenti da e per Paesi UE ed extra UE.
La mancata dichiarazione costituisce violazione della normativa valutaria e comporta:

  • il sequestro amministrativo nel limite del 40% dell'importo eccedente il limite fissato;
  • l'applicazione di una sanzione amministrativa, fino al 40% dell'importo eccedente il limite fissato, con un minimo di 300,00 euro;
  • l'importo sequestrato, nell'eventuale misura eccedente le sanzioni applicate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, è restituito agli aventi diritto che ne facciano richiesta entro cinque anni dalla data del sequestro.

Nei casi previsti (infrazione non superiore a 250.000,00 euro e non fruizione del medesimo beneficio nei 365 giorni precedenti) il trasgressore può richiedere di essere ammesso all'estinzione della violazione, mediante pagamento immediato in misura ridotta di una somma pari al 5%, con un minimo di 200,00 euro, dell'importo eccedente il limite fissato, direttamente presso l'ufficio doganale. Il pagamento può avvenire entro 10 giorni dalla violazione a favore del ministero dell'Economia e delle Finanze. In caso di pagamento contestuale alla violazione non si procede al sequestro.

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Veicoli

Quesito - Circolazione di un veicolo, con targa non comunitaria, sul territorio nazionale:

Vorrei sapere se un veicolo con targa di un Paese che non fa parte dell'Unione Europea può circolare sul territorio italiano. Gradirei conoscere la normativa al riguardo.

Risposta: Si tratta dell'applicazione del regime di ammissione temporanea a un autoveicolo immatricolato in un paese terzo e condotto occasionalmente da un soggetto stabilito nell'Unione. In applicazione dell'articolo 215 paragrafo 1 del Regolamento (UE) n.2446/2015 è possibile che un soggetto stabilito nell'Unione utilizzi privatamente e occasionalmente un'autovettura immatricolata in un paese terzo e di proprietà di un soggetto terzo, purché quest'ultimo si trovi comunque sul territorio dell'Unione al momento dell'utilizzo e lo autorizzi a tale uso. In questo caso sarebbe opportuno che la delega del titolare dell'autovettura all'utilizzo da parte del soggetto unionale venga, oltre che portata a seguito del conducente, anche presentata alla dogana competente sul luogo dell'utilizzo, al fine di permettere la verifica delle condizioni previste dalla norma sopra citata per utilizzare il bene terzo. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'ufficio doganale italiano di ingresso nel territorio unionale i cui riferimenti telefonici sono reperibili dalla "home" del sito web di questa Agenzia, www.adm.gov.it – Chi Siamo => Articolazione degli uffici => Indirizzi e Organigramma periferico - Area Dogane => Gli Uffici delle Dogane.

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