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FAQ

Info Brexit

 

1) La BREXIT renderà le regole doganali dell'Unione Europea non più applicabili al Regno Unito?
Si, attivando la procedura di uscita ex art. 50 del Trattato, il Regno unito ha scelto di lasciare l’Unione Europea e di non essere più soggetta alle regole doganali della stessa.
L’accordo che regola il recesso britannico in modo ordinato per cittadini e imprese prevede un periodo transitorio che va dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020. Fino alla fine del 2020, dunque, resta tutto invariato: la normativa e le procedure UE in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci manterranno la propria vigenza nel Regno Unito.


2) È previsto un periodo di transizione?
Sì: l’accordo che regola il recesso britannico in modo ordinato per cittadini e imprese prevede un periodo transitorio che va dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020.


3) Che cosa è cambiato il 1° febbraio 2020?
Non è cambiato nulla sul piano doganale il 1° febbraio 2020 poiché l’accordo che regola il recesso britannico prevede un periodo di transizione che va dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020.


4) Cosa accadrà il 1° gennaio 2021?
Il 1° gennaio 2021, salvo diverso nuovo accordo, il Regno Unito non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'Unione Europea. La circolazione delle merci tra UK e UE verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo.
Entro quella data Unione Europea e Regno Unito possono però ancora stabilire regole chiare e più vantaggiose per le merci che entrano, escono o transitano attraverso il territorio doganale e fiscale dell'Unione e del Regno Unito.


5) Cosa cambierà per i viaggiatori che arrivano dal Regno Unito nell’UE?
L’accordo che regola il recesso britannico prevede un periodo transitorio che va dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020: nel 2020, dunque, nulla cambia per i viaggiatori sul piano doganale.

A partire dal 1° gennaio 2021, invece, salvo diverso accordo, i viaggiatori che dal Regno Unito entrano nell’UE portando con sé merci (trasportate nel bagaglio o in altro modo) potranno beneficiare solo delle franchigie doganali spettanti ai viaggiatori provenienti da paesi che non fanno parte dell’Unione Europea (esenzioni dai dazi all’importazione e dall’IVA oltre che, se del caso, dai diritti di accisa); puntuali indicazioni circa le merci interessate e i relativi benefici sono rinvenibili nel sito dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli www.adm.gov.it così come all’indirizzo internet: https://ec.europa.eu/taxation_customs/individuals/travelling/entering-eu_en

Nei principali aeroporti l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha attivato le BREXIT ZONE, sportelli ai quali i viaggiatori potranno rivolgersi per avere assistenza.


6) I cittadini non UE partiti dal Regno Unito possono ottenere il rimborso IVA quando lasciano l’UE?
Dal 1° gennaio 2021, salvo diverso accordo, i viaggiatori non UE partiti dal Regno Unito avranno il diritto di ottenere il rimborso dell’IVA versata sulle merci acquistate durante la permanenza nell’UE, a condizione che le merci in questione siano presentate a una dogana UE al momento della partenza dall’UE, unitamente a documenti per il rimborso dell’IVA. Al riguardo si veda anche la Guida al rimborso dell’IVA per i visitatori dell’UE.


7) Sono un imprenditore UE: con la BREXIT, cosa cambia per i miei affari con il Regno Unito?
A partire dal 1° gennaio 2021, salvo diverso accordo, negli scambi commerciali con il Regno Unito si applicheranno le regole e le formalità doganali in vigore con i Paesi terzi.
Gli operatori che effettuano cessioni verso il Regno Unito e che non si siano mai confrontati con le formalità doganali, potranno recarsi presso gli Uffici delle dogane competenti per territorio dove troveranno assistenza e supporto utile a gestire i cambiamenti operativi collegati alla BREXIT.


8) Dal 1° gennaio 2021, potrò effettuare operazioni doganali per merci provenienti dal Regno Unito presso la dogana più vicina alla sede della mia azienda?
Il Regno Unito ha espresso l'intenzione di aderire alla Convenzione per il transito comune, una volta perfezionate le procedure di uscita dall'UE. Questa Convenzione costituisce la base legale del sistema di transito sia per l'Unione europea sia per alcuni dei Paesi vicini, come la Svizzera. Non si sa ancora se e quando le disposizioni di tale Convenzione saranno applicabili al Regno Unito: la Commissione Europea sta tuttora operando per definire un’intesa; senza un’intesa, saranno applicate norme e procedure previste per i Paesi terzi non aderenti alla Convenzione.


9) Commercializzo prodotti alcolici nel Regno Unito: cosa cambierà per me a seguito della BREXIT?
Dal 1° gennaio 2021, salvo diverso accordo, la cessione di prodotti alcolici da un operatore italiano e un acquirente del Regno Unito equivale a esportazione poiché realizza l’uscita di merci sottoposte ad accisa dal territorio dell’Unione Europea.
Nel caso di prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo spediti su strada, ad esempio, trova applicazione il regime di esportazione che prevede la trasmissione della dichiarazione doganale da parte dell’operatore economico all’ufficio doganale di esportazione. L’operazione di esportazione e la circolazione in regime sospensivo (con emissione di e-AD) dal deposito fiscale nazionale fino al luogo di uscita dal territorio unionale sono completate con l’emissione della nota di esportazione da parte dell’ufficio doganale di esportazione e con il visto uscire apposto dall’ufficio doganale di uscita.


10) Sono un Operatore Economico Autorizzato: cosa cambierà per me a seguito della BREXIT?
Dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020, gli Operatori Economici Autorizzati - per brevità AEO, da Authorized Economic Operator - in funzione dell’autorizzazione ottenuta, continueranno a beneficiare dei relativi trattamenti favorevoli in tutto il territorio della UE, e, anche, in territorio britannico, in accordo con il programma unionale.
Dal 1° gennaio 2021, salvo diverso accordo, le operazioni dell’AEO da e verso il Regno Unito non saranno più considerate intracomunitarie, ma diventeranno vere e proprie importazioni ed esportazioni; pertanto, dal 1° gennaio 2021, le autorizzazioni AEO ottenute nel Regno Unito non avranno più valore, a meno che non intervenga uno specifico accordo di mutuo riconoscimento. Ovviamente questo vale anche per chi ha ottenuto l’autorizzazione in Italia (o in un altro Paese dell’Unione Europea) ma opera anche nel Regno Unito.


11) Cosa accade alle domande di tutela doganale dei diritti di proprietà intellettuale e alle relative decisioni di accoglimento del Regno Unito?
Dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 nulla cambia. A partire dal 1° gennaio 2021, salvo diverso accordo, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà effetti anche in materia di intervento delle Amministrazioni doganali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Non sarà più possibile, pertanto, presentare domande di intervento al competente servizio dell’Amministrazione doganale del Regno Unito. Analogamente, le decisioni di accoglimento emesse dal Regno Unito non saranno più valide negli altri Paesi UE. Le domande di intervento e le decisioni di accoglimento di istanze unionali presentate negli altri Stati membri resteranno valide nel Paese di presentazione e in tutti gli altri Stati dell’UE. Maggiori informazioni sono disponibili nel sito DG TAXUD.


12) Come posso gestire dubbi o difficoltà inerenti alle procedure doganali e derivanti dalla BREXIT?
Il sito web dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli contiene informazioni utili su sdoganamento, transito e controlli con Paesi extra UE, nonché su procedure di semplificazione e facilitazioni in ambito doganale. È inoltre possibile: