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Info Brexit

Info Brexit

Il Regno Unito (UK) - quando si concretizzerà formalmente la cosiddetta “Brexit” – non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'Unione Europea. La circolazione delle merci tra UK e l'UE verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo. Di conseguenza, da quella data si dovranno stabilire lo status doganale delle merci che entrano, escono o transitano attraverso il territorio doganale e fiscale dell'Unione e del Regno Unito, e le disposizioni giuridiche applicabili oltre al trattamento adeguato in relazione all'IVA e alle accise. Inoltre, i viaggiatori tra l’Italia e il Regno Unito non potranno più beneficiare delle esenzioni dei controlli previste per l’Unione europea.

Il negoziato

L’art. 50 del Trattato UE prevede un meccanismo di recesso di un Paese basato su un accordo bilaterale che ne definisca le modalità. Questo accordo deve essere concluso, a nome dell'Unione, dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo.
La Commissione ha predisposto una Task Force che si occupa delle trattative con UK, per giungere all’accordo di recesso.
Il 15 marzo 2018 la Commissione ha formalizzato una bozza di accordo con UK, che, ove condiviso, rinvierebbe la decorrenza della Brexit al 1° gennaio 2021, garantendo alle controparti un periodo transitorio da marzo 2019 a dicembre 2020, per dirimere le varie questioni della futura relazione tra UE e UK quale Paese terzo, che dovrà essere disciplinata da un secondo accordo (da concludere dopo il recesso) con una base giuridica differente.
Nella bozza del 15 marzo vengono disciplinate le seguenti procedure, non ancora concluse alla data dell’uscita del Regno Unito dalla UE:

  • merci in circolazione al momento del recesso;
  • procedure doganali in corso;
  • IVA ed accise ancora da esigere;
  • diritti di proprietà intellettuale (incluse le indicazioni geografiche);
  • cooperazione giudiziaria penale e di polizia in corso;
  • cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale;
  • uso dei dati e protezione delle informazioni ottenuti o processati prima della fine della transizione;
  • appalti pubblici;
  • questioni Euratom;
  • procedure giudiziarie e amministrative dell’UE in corso;
  • procedure di cooperazione amministrativa;
  • privilegi ed immunità;
  • questioni legate al funzionamento delle istituzioni;
  • agenzie e organi della UE.

Il negoziato è tuttora in corso. Un eventuale “deal”, una volta approvato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo, nonché ratificato da parte del Regno Unito, consentirebbe di rinviare l’operatività della Brexit in campo doganale. In caso di mancato accordo, invece, UK diverrà Paese terzo a tutti gli effetti a decorrere dal 30 marzo 2019.

Va precisato che l’Accordo in corso di negoziazione riguarda solo il periodo transitorio (30 marzo 2019 – 31 dicembre 2020) e ha lo scopo di guidare la Brexit al fine di evitare effetti traumatici sull’economia della UE.

In ogni caso dovrà essere negoziato un accordo di libero scambio che regoli le future relazioni commerciali tra la UE e il Regno Unito.

Tutte le informazioni sul negoziato in corso sono disponibili a questo link: https://ec.europa.eu/commission/brexit-negotiations_en